Aidone, l’incubo del ritorno a casa: la seguiva e molestava

Aurora Savoca
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Il tragitto quotidiano tra il luogo di lavoro e la propria abitazione si era trasformato in un percorso di paura e ansia per una donna di Aidone, vittima delle attenzioni morbose e aggressive di un uomo che aveva fatto delle vie del centro storico il teatro delle sue incursioni. A mettere fine a questa spirale di terrore sono stati i Carabinieri della locale Stazione, supportati dalla Compagnia di Piazza Armerina, che hanno stretto le manette ai polsi di un cittadino extracomunitario, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Enna. L’operazione rientra in una più ampia strategia di controllo del territorio volta a reprimere con fermezza l’odioso fenomeno della violenza di genere, una piaga che richiede interventi rapidi e decisi per tutelare l’incolumità delle vittime.

Le indagini, scaturite dalla denuncia coraggiosa della donna, hanno permesso di ricostruire una dinamica inquietante, fatta di pedinamenti e aggressioni fisiche. Gli accertamenti investigativi hanno documentato come l’uomo, in almeno due distinte occasioni, avesse studiato le abitudini della sua vittima, appostandosi strategicamente lungo le strade del paese in attesa del suo passaggio. Quando la donna, che era solita rientrare a piedi dopo la giornata lavorativa, transitava nella zona, l’indagato scattava all’azione: non si limitava a seguirla, ma la inseguiva attivamente per poi molestarla, violando la sua libertà e la sua sicurezza personale. Un comportamento predatorio che ha reso necessario l’inasprimento delle misure a suo carico.

Il profilo dell’arrestato, infatti, era già ben noto alle forze dell’ordine e alla giustizia per una marcata propensione alla delinquenza e una pericolosità sociale evidente. L’uomo era già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora per vicende giudiziarie pregresse, un vincolo che tuttavia non è bastato a frenare i suoi istinti violenti. Il suo curriculum criminale racconta di una recidiva preoccupante: nei mesi scorsi, a Caltanissetta, era stato arrestato dai Carabinieri per un episodio analogo, avendo molestato una donna che attendeva l’autobus a una fermata. Ma la sua condotta antisociale non si limitava alla sfera sessuale; a Enna era stato identificato come l’autore dell’incendio di un motociclo e, in un’escalation di follia, aveva persino minacciato di dare fuoco a un distributore di carburante utilizzando un innesco rudimentale.

Alla luce di questo quadro probatorio e della pericolosità dimostrata, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto inadeguata ogni altra misura meno afflittiva, disponendo il trasferimento dell’uomo presso la Casa Circondariale di Enna. Qui rimarrà a disposizione dei magistrati in attesa degli sviluppi processuali. È doveroso sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari: per il principio costituzionale della presunzione di innocenza, l’indagato non potrà essere considerato colpevole fino all’emissione di una sentenza o di un decreto penale di condanna irrevocabili, che accerteranno definitivamente le sue responsabilità.

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Aurora Savoca, 22 anni, originaria di Enna e studentessa di Lettere a Firenze. Appassionata di letteratura antica e viaggi in solitaria, ama perdersi tra le pagine dei classici e le vie delle città d'arte
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